BIOGRAFIA
DOVE INCONTRARMI
LE MIE PASSIONI LIBRI
HOME PAGE

Ispirato nel titolo ad una celebre composizione di Marinetti e caratterizzato dalle performance vocali e interpretative di Maria Rosaria Omaggio delle parole in libertà, sostenute dal ritmo e dai suoni del percussionista Livio Matrone, ricostruisce con l'ausilio delle tecniche di oggi l'atmosfera magica del Teatro Magnetico. Fu ideato da Prampolini, con Casavola e Marinetti, venne realizzato a Roma, presso il Teatro degli Indipendenti negli anni '20 e, da allora, mai più riproposto.
"...vedremo così le dinamiche architetture della scena emanare incandescenze cromatiche che, inerpicandosi tragicamente o voluttuosamente esibendosi, desteranno nello spettatore nuove sensazioni, nuovi valori emotivi. Guizzi e forme luminose (prodotte da correnti elettriche + gas colorati) si divincoleranno contorcendosi dinamicamente." (Enrico Prampolini)

L'elemento primigenio della musica è il ritmo e con esso la voce.
Un fluido che corre libero, organizzato solo dall'ispirazione dell'artista, che riceve e trasmette energia cosmica. Tutto è suono e luce: così la voce sibila, ulula, romba e si accorda con i ritmi delle percussioni in un gioco sonoro senza confini, sostenuto dalla presenza efficace di un nastro magnetico preregistrato con rumori ed effetti altamente tecnologici, ma anche fedeli alle suggestioni della natura; la luce si scinde nei colori dell'iride, espandendosi fino in sala e ricomponendosi in geometrie perfette e simboliche.

"Lo spettacolo sarà un rito meccanico dell'eterna trascendenza della materia, una rivelazione magica di mistero spirituale e scientifico. Una sintesi panoramica dell'azione, intesa come rito mistico del dinamismo spirituale. Un centro di astrazione spirituale per la nuova religione dell'avvenire." (Enrico Prampolini)
Questo istinto ritrovato, che oggi ha tracce nella più alta espressione New Age, diede con il Futurismo la possibilità di preparare un terreno culturale incredibilmente attuale e che, forse, alle soglie del terzo millennio, comincia a dare i suoi frutti.
I testi dei Marinetti, di Boccioni, Buzzi, Volt, Palazzeschi, Depero, Ginanni e perfino un inedito Quasimodo del 1917, tracciano un percorso di "vibrazioni", che va alla scoperta di nuove dimensioni comunicative.

La regia opera una "sintesi scenica", termine caro al movimento, del rapporto suono-colore, studiato in quegli anni da Kandiskij e Schönberg e, non meno, da Depero e Pratella, a cui si aggiunge l'importanza del movimento, inteso come nuova energia espressiva del corpo, sottolineato dall'abbigliamento.
La forte suggestione che si vuole creare con la voce, strumento e parte integrante di unità sonora con il ritmo e la luce, cerca l'armonia e di realizzare quasi un esperimento di sono-cromo terapia. Finalmente senza problematiche dialettiche di lingua o di luogo, ma virtualmente al di là del tempo e dello spazio.
Il progetto si propone di far conoscere, dunque, il volto supersensibilistico, ultralogico e surreale del Futurismo, la cui poetica è stata troppo spesso ridotta a semplice esaltazione della modernità e del dinamismo simultaneo e aggressivo.

Il debutto è avvenuto il 23 agosto, con repliche il 24 ed il 26 nell'ambito del Todi Festival. Nell'atrio dello spazio-teatro (Sala delle Pietre) è stata allestita una mostra con riproduzioni, foto, libri. Lo spettacolo, oltre che in Italia, andrà all'estero. Sono già in corso trattative per Londra (apertura Museo futurista), la Turchia, la Francia, l'Argentina, la Germania e gli Stati Uniti, con debutto a New York nel teatro del Lincoln centre, in contemporanea alla mostra dedicata a Benedetta Marinetti.


Foto Riccardo Bergamini








mariarosariaomaggio@tiscalinet.it


© Copyright 1997, 2003 - Tutti i diritti sono riservati - Tutto il materiale pubblicato è dei legittimi proprietari